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Operatore Croce Rossa indagato a Forlì per morti in ambulanza
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Morti in ambulanza, spuntano le intercettazioni dell’autista: “Lo rifarò”

Ambulanza

Un operatore della Croce Rossa è stato indagato per la morte di alcuni pazienti di tarda età in ambulanza. Ecco cosa hanno rivelato le intercettazioni.

Dopo il dramma ospedaliero vissuto da una paziente di 86 anni, un operatore della Croce Rossa è finito nel registro degli indagati per una motivazione analoga. Infatti, come riporta Today, sono state rese note le intercettazioni riguardanti l’uomo indagato.

Dal loro contenuto emergono delle frasi shock, le quali sembrerebbero “motivare” lo svolgimento effettivo di un episodio così drammatico. Doveroso ricordare infatti, che l’oggetto dell’indagine riguarda la morte di alcuni pazienti anziani.

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Operatore della Croce Rossa indagato: ecco cosa ha detto

Un membro del team della Croce Rossa operativa a Forlì, è stato indagato dalla stessa Procura locale a causa dei decessi di alcuni pazienti anziani scomparsi proprio negli ultimi mesi. La loro scomparsa sarebbe infatti avvenuta durante o poco tempo dopo il loro trasporto in ambulanza.

Il quotidiano “Il Resto del Carlino” ha reso note le intercettazioni legate all’uomo di 27 anni, il quale avrebbe pronunciato frasi shock quali: “Questi poveri vecchietti soffrono troppo… non è giusto… devono andare dal buon Dio“.

In un’altra occasione ancora, l’uomo avrebbe invece pronunciato la seguente frase lasciando intendere una certa recidività e propensione a quanto commesso: “Mi è piaciuto tanto quello che ho fatto… Lo voglio rifare“.

Il fascicolo sull’uomo

La persona indagata è un uomo di 27 anni, in precedenza operatore della Croce Rossa, poi sospeso e riqualificato come autista dei mezzi di soccorso. La data di fermo nei suoi confronti risale allo scorso sabato 11 aprile, per poi disporre le indagini preliminari di rito.

Stando alle prime ipotesi, il decesso delle vittime anziane sembrerebbe essere avvenuto tramite l’utilizzo di sostanze venefiche o altri mezzi potenzialmente insidiosi. L’ipotesi più frequente, riguarda la provocazione di un’embolia gassosa tramite iniezione d’aria per vie venose.

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ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2026 10:12

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